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Epigenetica: la nostra storia biologica si riscrive ogni giorno

di Daniela Zanini

Epigenetica: la nostra storia biologica si riscrive ogni giorno

Fino agli anni ’80 il paradigma dominante era chiaro e apparentemente indiscutibile: "nello sviluppo delle patologie conta soprattutto la sequenza dei geni, cioè l’informazione contenuta nel nostro DNA". In altre parole, il nostro destino biologico sembrava già scritto fin dalla nascita. Oggi sappiamo che la realtà è molto più ricca, dinamica e, soprattutto, aperta. Alcuni studi condotti su gemelli omozigoti, quindi con DNA identico, hanno mostrato come, a stili di vita differenti, corrispondano storie cliniche diverse. Questo significa che la genetica, da sola, non basta a spiegare ciò che accade nel nostro corpo nel corso della vita. Da queste osservazioni è nata una nuova e affascinante branca della scienza: l’epigenetica.

Che cos’è l’epigenetica?

L’epigenetica studia come l’ambiente e lo stile di vita influenzano l’espressione dei geni, ossia come le parti di quel patrimonio genetico vengono “lette” e utilizzate dalle nostre cellule. Immaginate, per un momento, che dentro di voi ci sia un libro. È il vostro DNA: un testo scritto fin dall’inizio della vostra vita, ricco di informazioni preziose che sono state utili per la costruzione del vostro corpo. Per molto tempo abbiamo creduto che questo libro fosse un destino immutabile, capace di determinare in modo rigido come ci ammaliamo, come invecchiamo, come viviamo. Ma l’epigenetica ci racconta una storia diversa. Ci dice che non tutto ciò che è scritto viene necessariamente letto. Ogni giorno, le nostre cellule compiono scelte silenziose ma fondamentali: alcuni geni si attivano e iniziano a lavorare, altri restano inattivi. Ed è qui che accade qualcosa di straordinario. Non siamo spettatori passivi del nostro destino biologico: siamo, in parte, co-autori della nostra storia.

Il ruolo delle nostre scelte quotidiane

Queste decisioni dipendono solo in minima parte dalla genetica. Dipendono, in larga misura, da noi. Anche in presenza di una predisposizione, sono i nostri comportamenti a influenzare se un gene verrà attivato oppure no: dal cibo che scegliamo di portare sulla nostra tavola; dal movimento che pratichiamo; dalla qualità del nostro sonno; dalle emozioni che coltiviamo e da come le viviamo. Ogni gesto quotidiano diventa un messaggio per le nostre cellule. Ogni abitudine, anche la più piccola, è un segnale che orienta il loro funzionamento. L’epigenetica ci offre quindi una prospettiva potente e profondamente responsabilizzante: non siamo spettatori passivi del nostro destino biologico. Siamo partecipi. Siamo coinvolti. Siamo, in parte, co-autori della nostra storia. Questo non significa negare l’importanza della genetica, ma riconoscere che esiste uno spazio concreto di azione, di scelta, di possibilità. Ogni decisione quotidiana — cosa mangiare, come muoverci, quanto prenderci cura di noi stessi, come gestire lo stress — può contribuire ad accendere o spegnere determinati geni. La salute, quindi, non è qualcosa che accade per caso. È qualcosa che costruiamo, giorno dopo giorno, attraverso la consapevolezza.

Il dialogo tra mondo interno ed esterno

Ma quali sono, allora, i fattori che influenzano davvero il nostro benessere? In estrema sintesi, sono tutte le interazioni tra il nostro mondo interno e quello esterno. Ciò che accade dentro di noi — pensieri, emozioni, stati d’animo — dialoga continuamente con ciò che viviamo fuori: alimentazione, ambiente, relazioni, ritmi di vita. È in questo dialogo costante che si gioca il nostro equilibrio. E forse, proprio qui, si nasconde il messaggio più prezioso dell’epigenetica: abbiamo più possibilità di quanto immaginiamo. Possiamo scegliere, ogni giorno, di prenderci cura di noi stessi. Con piccoli passi, con gesti semplici, ma profondamente trasformativi. Perché la nostra storia biologica non è solo scritta. È anche, ogni giorno, riscritta.