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Il movimento: uno spazio di cura per noi stessi

di Daniela Zanini

Il movimento: uno spazio di cura per noi stessi

La mia ultima cliente di oggi ha appena chiuso la porta dietro di sé. Mi sento un po’ stanca e, lo confesso, anche un po’ frustrata. Non per il mio lavoro, che amo e che continua ad appassionarmi profondamente, ma perché, ancora una volta, ho fatto fatica a trasmettere quanto l’attività fisica sia importante per riconquistare il benessere. Saprò solo al prossimo incontro se sono riuscita a lasciare un piccolo seme.

Mi allungo sulla palla gonfiabile che tengo sempre a portata di mano e mi concedo cinque minuti di stretching: il tempo necessario per ritrovare rilassamento, energia e centratura. Poi decido di scrivere qualche riga su questo tema.

Mi colpisce sempre una cosa: le persone sono spesso disponibili a seguirmi quando parliamo di nutrizione, di relazioni o di altri aspetti della loro vita. Ma quando propongo anche soltanto semplici attività fisiche, ecco comparire mille ragioni per evitare persino il minimo indispensabile.

È vero: il medico raramente la prescrive e, nella nostra società, l’attività fisica non riceve ancora l’attenzione che meriterebbe. E questo, certamente, ha il suo peso. Eppure, i benefici di un allenamento costante sono sostenuti da innumerevoli ricerche condotte negli ultimi vent’anni. Il dottor Peter Attia, nel suo libro Outlive. Vivi di più, afferma: “L’allenamento fisico è il farmaco pro-longevità più potente di tutti”.

Pochi si rendono conto di quanto possa essere profondo il suo effetto. Chi si allena regolarmente può vivere fino a un decennio in più. Quando l’ho scoperto, anche a me è sembrata un’esagerazione. Poi ho approfondito e ho trovato diversi studi, condotti in Paesi differenti, arrivati a una conclusione simile.

Pensate che uno studio ha diviso volontari con patologie croniche: diabete, ipertensione e ipercolesterolemia, in due gruppi: il primo ha assunto i farmaci normalmente utilizzati per queste condizioni, mentre il secondo ha seguito un programma di allenamento quotidiano. Dopo sei mesi, è emerso che l’esercizio fisico regolare aveva prodotto effetti paragonabili a quelli dei farmaci.

Ma perché il movimento è così importante?

La prima risposta che mi viene da dare è molto semplice: siamo stati progettati per muoverci. Solo negli ultimi ottanta o cento anni siamo diventati così sedentari. Di questa immobilità hanno risentito il sistema cardiovascolare, quello muscolo-scheletrico, l’umore e l’equilibrio metabolico. E abbiamo visto aumentare disturbi e malattie come ipertensione, diabete, depressione, tumori e demenze.

Naturalmente il benessere dipende anche da altri fattori: l’alimentazione, il sonno, lo stato emotivo e molto altro. Ma l’attività fisica fa comunque la differenza. Non è una perdita di tempo: è un investimento su noi stessi.

Pensiamo a quanto si amplia il respiro, a quanto ossigeno introduciamo nel nostro organismo camminando nel verde. Pensiamo al cuore, che è un muscolo e, come tutti i muscoli, ha bisogno di essere allenato per non indebolirsi. Pensiamo alla forza che possiamo costruire, al sistema immunitario che possiamo sostenere, alla protezione che offriamo al nostro corpo contro condizioni come l’osteoporosi e la demenza senile.

E poi ci sono la postura, che ci fa apparire più giovani; la flessibilità e la stabilità del corpo. La mia maestra di yoga diceva sempre: “Scioltezza vuol dire giovinezza”. E, ultimo ma non meno importante, pensiamo a quanto può cambiare il nostro umore grazie alle endorfine che si liberano durante il movimento.

Cosa fare?

È importante inserire nella propria settimana attività diverse:

  • attività aerobica, come camminata, corsa o nuoto;
  • attività di forza, come pesi o esercizi per rinforzare i muscoli;
  • esercizi posturali, per migliorare stabilità ed equilibrio;
  • stretching.

Quanto movimento serve?

Fare esercizio in modo regolare significa dedicare almeno 35–40 minuti al giorno a un’attività moderata, per un totale di circa 280 minuti alla settimana. Questi minuti possono anche essere distribuiti in modo non uniforme: si può, per esempio, concentrare una parte dell’attività nel fine settimana, purché ogni giorno si mantenga almeno un piccolo appuntamento con il movimento, anche solo di 15–20 minuti.

Quale attività scegliere?

Scegliere uno sport che appassioni è un grande aiuto per essere costanti. In alternativa, yoga e pilates sono ottime possibilità. Lo yoga non è soltanto attività fisica: aiuta a ritrovare armonia, equilibrio e calma interiore. Anche la palestra o la piscina possono essere valide alleate, a condizione che si riesca a frequentarle con regolarità.

In questo periodo non pratico uno sport specifico, quindi organizzo così la mia attività fisica:

  1. Al mattino dedico 20 minuti allo yoga: allunga i miei tendini, stimola la circolazione, mi invita a respirare in modo completo, mi connette alla mia parte spirituale e mi prepara a vivere la giornata con gioia.
  2. Prima di cena faccio 15 minuti di camminata veloce in salita e 10 minuti in discesa. Ho la fortuna di abitare accanto a un bosco, con un sentiero che si inerpica sulla collina.
  3. Quando piove, sostituisco la camminata con la cyclette o con esercizi a corpo libero: pilates, rinforzo muscolare o cardio.
  4. Se nel fine settimana ho un po’ di tempo libero, mi regalo una camminata in montagna o una nuotata. Come vedete, non faccio follie. Ma quel movimento costante, ve lo assicuro, fa davvero la differenza.

Allora, cosa aspettate a uscire dalla routine e a concedervi uno spazio di cura tutto per voi?

Un’ultima raccomandazione: allenarsi non significa semplicemente uscire con il cane o portare a spasso il nipotino nel passeggino. L’allenamento fisico richiede un po’ di fatica e funziona se si vedono, nel tempo, dei miglioramenti. Può sembrare impegnativo, ma vi assicuro che ne vale la pena.